ARCHIVI
FONDAZIONE
BOSCHI DI STEFANO
Fondo M. P. Garberi
La Fondazione conserva una importante sezione dell’archivio personale di Mercedes Precerutti Garberi (1927-2007), autorevole storica dell’arte e già Direttrice delle Civiche Raccolte d’Arte di Milano.
Il fondo comprende 80 buste e 3 scatole, ricchi di materiali inediti e di valore storico-artistico: fotografie di allestimenti, cataloghi d’arte, manoscritti, appunti e lettere di corrispondenza con studiosi e gallerie d’arte. Questi documenti consentono, infatti, di ricostruire le metodologie critiche operate dalla storica dell’arte nella curatela di alcuni tra i più importanti allestimenti museali e mostre milanesi.
Mercedes Precerutti Garberi, figura di spicco del panorama culturale, ha infatti diretto e curato esposizioni di grande rilievo, tra cui la prima mostra della collezione Boschi Di Stefano nel 1974. A lei si deve anche la nascita del Civico Museo d’Arte Contemporanea (CIMAC) di Milano, che ha segnato un nuovo impulso alla valorizzazione dell’arte del Novecento.
Il Fondo Garberi è un patrimonio vivo, oggetto costante di ricerche di storici dell’arte, studiosi, dottorandi e appassionati.
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Il Fondo è stato oggetto di una campagna di catalogazione grazie al contributo di
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Le descrizioni pubblicate attraverso Archimista Web sono liberamente consultabili dal sito ARCHIVISTA
Fondo L. Bortolon
La Fondazione, dal 2009, custodisce anche il prezioso fondo archivistico di Liana Bortolon (1923–2020), stimata giornalista e critica d’arte.
Questo ricco archivio, è organizzato in 17 scatole e 3 raccoglitori e suddiviso nelle serie archivistiche: Articoli, “Campigli e il
suo segreto”, Artisti, Lettere, Auguri, Fotografie, Varie, che offrono una panoramica originale sulle tappe fondamentali dell’attività giornalistica e divulgativa di Liana Bortolon.
L’ordinamento tematico permette di immergersi nel percorso di ricerca che ha portato alla redazione di articoli e rubriche per periodici di rilievo come «Gente», «Grazia», «Panorama», oltre che per la pubblicazione di importanti testi di critica d’arte. Tra i documenti emergono corrispondenze con protagonisti assoluti della scena artistica, tra cui Ennio Morlotti e Giorgio de Chirico, e un importante nucleo fotografico che immortala la giornalista insieme a intellettuali, artisti e familiari.
Questi materiali rappresentano, dunque, una fonte preziosa per chi desidera esplorare a fondo le dinamiche della ricerca giornalistica di Liana Bortolon e le relazioni e i dialoghi che hanno animato l’ambiente artistico italiano del Novecento.
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Il Fondo è stato oggetto di una campagna di catalogazione grazie al contributo di
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Le descrizioni pubblicate attraverso Archimista Web sono liberamente consultabili dal sito ARCHIVISTA
Fondo G. Grossi
Arricchisce ulteriormente il patrimonio della Fondazione l’archivio dedicato al pittore Giannino Grossi (1889–1969), composto da oltre 40 unità tra fotografie, documenti, disegni e raffinate ceramiche dipinte.
Questo fondo di grande unicità permette di ricostruire passo dopo passo il percorso creativo dell’artista: le corrispondenze tra fotografie, lucidi, bozzetti e opere su ceramica rivelano in dettaglio la genesi della sua produzione, svelandone processi e intuizioni.
Oltre alla relazione tra materiali e tecniche, l’archivio conserva anche preziosi documenti e immagini che restituiscono il profilo biografico e artistico di Giannino Grossi, offrendo a studiosi e appassionati l’opportunità di immergersi nella sua storia.
I collezionisti e la Scuola di Ceramica
Un ultimo nucleo di materiali d’archivio di straordinario valore è quello che racconta una porzione di storia dei coniugi Antonio Boschi e Marieda Di Stefano.
Nella sede della Fondazione si conservano suggestivi filmati in Super 8, che immortalano la coppia nei loro viaggi in Italia e all’estero, offrendo scorci autentici della loro vita e ricordi della famiglia Boschi Di Stefano.
A questi si aggiunge una ricca raccolta di materiali, sia fisici che digitali – tra rassegne stampa, fotografie e inviti – che documentano l’attività della Scuola di Ceramica, fondata proprio da Marieda Di Stefano all’interno della loro residenza di via Jan 15, oggi sede della Casa Museo e della Fondazione.
Prevalgono, quindi, i titoli dedicati ad artisti esposti in museo, alla pratica collezionistica e al panorama museale milanese, a cui si somma un manipolo di pubblicazioni ideate e realizzate dalla Fondazione sulle opere, sugli arredi e sulla vita dei coniugi Boschi Di Stefano.